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Il «NO» alla centrale a olio ha messo tutti d’accordo!

CAPRIANO. Approvata all’unanimità dal Consiglio comunale la delibera di contrarietà all’opera. L’assessore Tedoldi non fa sconti ai tecnici della Sei presenti in aula: «Impianto troppo vicino alle case e poi c’è il rischio inquinamento».

Veduta aerea di Capriano del Colle

Il fronte del «no» si allarga a macchia d’olio. E non potrebbe essere altrimenti considerato che la centrale della discordia dovrebbe essere alimentata da sostanze vischiose naturali.
Contro il progetto che la Sei vorrebbe realizzare a Capriano in via Dalla Chiesa si è espresso ora all’unanimità il Consiglio comunale. Una presa di posizione strategica per il destino dell’opera considerato che, anche se il Comune non ha parere vincolante sull’esito dell’iter di autorizzazione in carico alla Provincia, la delibera chiesta con forza anche dal comitato ambientalista, peserà come un macigno «quando si andrà alla conferenza di servizi a settembre» ha spiegato il sindaco Claudio Lamberti. Breve ma efficace la premessa in aula dell’assessore all’Ambiente, Leonida Tedoldi, che ha ricordato le controindicazioni dell’impianto. «La centrale – ha rimarcato -, dovrebbe sorgere a 50 metri dalle abitazioni nonostante gli stessi esperti ne consigliano la collocazione lontano dal centro. Ci sono poi altri problemi di natura ambientale come la massiccia produzione di Pm10, il consumo di circa 7 mila tonnellate annue di oli e il continuo afflusso di camion per l’approvvigionamento del combustibile proveniente dal sud America e stoccato a Ravenna», Senza dimenticare il consumo idrico legato alle migliaia di litri d’acqua utilizzati per il raffreddamento delle pompe e la questione inquinamento acustico.
PROBLEMATICHE SOTTOPOSTE dall’Amministrazione civica alla Sei che dal canto suo difende a spada tratta la sostenibilità dell’impianto, definendolo a zero emissioni. «Si tratta – si legge fra l’altro nella relazione della società di Brembate – si un impianto alternativo alla produzione di energia con gas e idrocarburi». Accogliendo l’invito del sindaco, i tecnici della Sei non hanno comunque parlato in aula per non alimentare la protesta in una sala gremita di pubblico. Mobilitata dal comitato Salute e ambiente, la comunità segue la vicenda con trepidazione e interesse: emblematico l’applauso che ha accolto l’approvazione della delibera che fa il paio con le oltre novecento firme raccolte contro il progetto. A margine della seduta c’è stata anche una comunicazione del sindaco in merito alle lettere anonime recapitate nei giorni scorsi a diversi consiglieri di maggioranza e opposizione, contenenti una fotocopia di un articolo di un quotidiano nazionale di 4 anni fa, che riportava il nome di Alberti finito casualmente in una intercettazione telefonica con un imprenditore della logistica lombarda, in seguito arrestato. «Una intercettazione assolutamente insignificante – ha spiegato Lamberti – visto che all’imprenditore poi indagato avevo avanzato solo una lamentela di tipo lavorativo. Tant’è che non sono mai nemmeno stato né ascoltato né convocato dalla magistratura». Una telefonata quindi incidentale, che avrebbe dovuto finire al macero in quanto estranea alle indagini.
«Spiace che si rivanghi quella leggerezza giornalistica, di cui ho comunque chiesto una rettifica, disposto comunque a difendere la mia onorabilità anche in sede giudiziaria».

Fonte: Pietro Gorlani per BresciaOggi.it

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