Archive | dicembre 2011

Discorso di apertura dell’anno accademico 2009/2010 all’Università di Portland fatto da PAUL HAWKEN.

Si sta scoprendo cosa significa essere un essere umano sulla Terra nel momento in cui ogni sistema vivente sta degenerando e la velocità del declino sta accelerando. Una situazione incredibile! Ma nessun saggio specializzato pubblicato negli ultimi trenta anni può rifiutare questa affermazione.

Fondamentalmente la civilizzazione ha bisogno di un nuovo sistema operativo entro poche decadi e noi siamo i programmatori. Questo pianeta è giunto con una serie di istruzioni, ma sembra che noi le abbiamo usate male. Regole importanti come non avvelenare le acque, la terra o l’aria, non permettere il sovraffollamento della Terra e non toccare il termostato sono state infrante.

Buckminster Fuller disse che l’astronave Terra fu così ingegnosamente progettata che nessuno capisce che stiamo tutti volando attraverso l’universo a un milione di miglia all’ora, con tanti posti e cibo davvero buono senza bisogno di cinture di sicurezza — ma tutto questo sta cambiando.

La Terra è a noleggio. La Terra non riuscirebbe a mandare reclutatori o limousine. Manda la pioggia, i tramonti, ciliegie mature, gelsomini notturni e l’incredibile bella persona che stai frequentando. Cerchiamo di capire. Ecco l’accordo: dimentichiamo che il compito di salvare il Pianeta non è possibile nel tempo richiesto.

Non facciamoci scoraggiare dalla gente che sa cosa non è possibile. Facciamo quello che deve essere fatto, e controlliamo se era impossibile solo dopo averlo fatto.

Quando mi domandano se sono pessimista o ottimista rispetto al futuro, la mia risposta è sempre la stessa: se si guarda alla scienza concentrandosi su ciò che sta accadendo sulla Terra e non si è pessimisti, non si comprendono i fatti. Ma se si incontrano persone che lavorano per risanare questa Terra e le vite dei poveri e non si è ottimisti, non si ha la giusta attitudine per capire. Quello che vedo ovunque nel mondo sono persone comuni che vogliono affrontare la disperazione, il potere e incalcolabili difficoltà per restituire delle parvenze di grazia, giustizia e bellezza a questo mondo. La poetessa Adrienne Rich scrisse: “Ho perso il mio terreno con coloro che anno dopo anno, in modo perverso, senza un potere straordinario, ricostituiscono il mondo”.

Non ci potrebbe essere descrizione migliore. L’umanità si sta organizzando. Sta ricostituendo il mondo nelle aule scolastiche, fattorie, giungle, villaggi, campus, aziende, campi di rifugio, deserti, industrie della pesca e nei quartieri poveri. C’è tantissima gente che fa questo. Nessuno ha idea di quanti gruppi e organizzazioni stanno lavorando sulle questioni più salienti dei nostri giorni: cambiamento climatico, diritti umani e molto altro. Questo è il più grande movimento che il mondo abbia mai visto. Piuttosto che il controllo cerca la connessione. Piuttosto che il dominio si sforza di dissipare la concentrazione del potere. Come la Mercy Corps lavora dietro le quinte e realizza le opere. Grande com’è, nessuno sa quale sia la vera misura di questo movimento. Dona speranza, aiuto e significato a miliardi di persone nel mondo. Il suo potere risiede nell’idea, non nella forza. È costituito da insegnanti, bambini, contadini, uomini d’affari, rapper, agricoltori biologici, suore, artisti, uomini del governo, pescatori, ingegneri, studenti, scrittori incorreggibili, musulmani piangenti, madri preoccupate, poeti, medici senza frontiere, cristiani doloranti, musicisti di strada, il presidente degli Stati Uniti d’America e dal Creatore, come direbbe lo scrittore David James Duncan, Colui che ci ama così tanto.

C’è un insegnamento rabbinico che racconta che se il mondo finirà e arriverà il Messia, prima di tutto bisogna piantare un albero, poi vedere se la storia è vera. L’ispirazione non si raccoglie dalle litanie di quello che ci può accadere; risiede nella volontà umana di ristabilire, riparare, riformare, ricostruire, recuperare, ri-immaginare e riconsiderare: “Un giorno finalmente hai saputo cosa dovevi fare e hai iniziato anche se le voci intorno a te continuavano a gridare i propri cattivi suggerimenti” è la descrizione della poetessa Mary Oliver dello spostamento dal profano a un senso profondo di connessione al mondo vivente.

Milioni di persone stanno lavorando nell’interesse di estranei, anche se solitamente il notiziario della sera parla della morte degli estranei. Questa gentilezza degli estranei ha origini religiose, persino mitiche e in particolare affonda le proprie radici nel diciottesimo secolo. Gli abolizionisti furono le prime persone a creare un movimento nazionale e globale in difesa dei diritti di coloro che non conoscevano. Fino a quell’epoca nessun gruppo aveva fatto lamentele se non per se stesso.

I fondatori di questo movimento erano per la maggior parte sconosciuti — Granville Sharp, Thomas Clarkson, Josiah Wedgwood — e il loro scopo era ridicolo in apparenza: a quel tempo tre persone su quattro erano schiavizzate. Schiavizzare è ciò che gli esseri umani hanno fatto per secoli. E il movimento abolizionista fu accolto con incredulità.

I portavoce conservatori ridicolizzavano gli abolizionisti come liberali, progressisti, pseudo-benefattori, ficcanaso e attivisti. Si diceva che avrebbero rovinato l’economia e condotto l’Inghilterra in povertà. Ma per la prima volta nella storia un gruppo di persone si è organizzato per aiutare degli sconosciuti, dai quali non avrebbe ricevuto diretto o indiretto beneficio.

E oggi dieci milioni di persone lo fanno nella stessa maniera. Parliamo del mondo del no profit, della società civile, delle scuole, dell’imprenditoria sociale, delle organizzazioni non governative e delle aziende che mettono il sociale e la giustizia ambientale in cima alle loro finalità strategiche. Il proposito e l’entità di questo sforzo è senza pari nella storia.

Il mondo vivente non è “là fuori” da qualche parte, ma nel nostro cuore. Cosa sappiamo della vita? Con le parole della biologa Janine Benyus, la vita crea le condizioni che contribuiscono alla vita. Non posso pensare a un motto migliore per una futura economia. Abbiamo decine di migliaia di case abbandonate senza persone e decine di migliaia di persone abbandonate senza case. Abbiamo banchieri falliti che consigiano a legidlatorii falliti come salvare beni falliti. Siamo l’unica specie sul pianeta senza pieno impiego. Eccezionale. Abbiamo un’economia  che ci dice che è più economico distruggere la Terra in tempo reale piuttosto che rinnovarla, risanarla e sostenerla. Si può stampare denaro per tirare fuori dai guai una banca, ma non si può stampare la vita per tirare fuori dai guai il pianeta.

Adesso stiamo rubando il futuro per venderlo nel presente sotto il nome di prodotto interno lordo. Potremmo facilmente avere un’economia basata sul curare il futuro, invece di una basata sul rubare. Possiamo o creare attività per il futuro o prendere attività del futuro. Nel primo caso si tratta di risanamento, nel secondo di sfruttamento. E ogni volta che sfruttiamo la Terra, sfruttiamo le persone e causiamo sofferenza indescrivibile. Lavorare per la Terra non è un modo per diventare ricchi, è un modo per essere ricchi.

La prima cellula vivente nacque quasi 40 milioni di secoli fa e i suoi diretti discendenti sono nel sangue che scorre nelle nostre vene. In questo istante stiamo letteralmente respirando molecole inalate da Mosè, da Madre Teresa, da Bono. Siamo enormemente interconnessi. I nostri destini sono inseparabili. Siamo qui perché il sogno di ogni cellula è diventare due cellule. E i sogni si realizzano. In ognuno di noi c’ è un quadrilione di cellule, il 90 per cento delle quali non sono cellule umane. Il nostro corpo è una comunità e senza questi altri microorganismi moriremmo in poche ore. Ogni cellula umana ha 400 miliardi di molecole che compiono milioni di processi tra milioni di atomi. L’attività cellulare totale in un corpo umano è sbalorditiva: un settilione di azioni in un momento, subito dopo, in un altro momento azioni con ventiquattro zeri. In un millisecondo il nostro corpo va incontro a processi dieci volte il numero delle stelle nell’universo, che è esattamente ciò che Charles Darwin previde quando disse che la scienza avrebbe scoperto che ogni creatura vivente è “un piccolo universo, formato da una moltitudine di organismi auto propaganti, inconcepibilmente piccoli e numerosi come le stelle del paradiso”.

Così, ho due domande: la prima, sentite i vostri corpi? Fermiamoci per un momento. Sentite il vostro corpo. Un settilione di attività si svolgono contemporaneamente e il nostro corpo le fa così bene che siamo liberi di ignorarle. La sentiamo. Si chiama vita. È quello che siamo. Seconda domanda: chi è responsabile del nostro corpo? Chi gestisce queste molecole? Non un partito politico, si spera. La vita crea le condizioni che contribuiscono alla vita dentro di noi, come in tutta la natura. La nostra innata natura è quella di creare le condizioni che contribuiscono alla vita. Quello che vorrei che tutti noi capissimo è che congiuntamente l’umanità sta dimostrando una profonda innata saggezza nel riunirsi a curare le ferite e gli insulti del passato.

Ralph Waldo Emerson una volta domandò cosa faremmo se le stelle si vedessero solo una volta ogni mille anni. Nessuno dormirebbe quella notte, naturalmente. Il mondo creerebbe improvvisamente nuove religioni. Saremmo in estasi, pazzi di gioia, resi entusiasti dalla gloria di Dio. Invece, le stelle si vedono ogni notte e noi guardiamo la televisione.

Questo momento straordinario in cui siamo globalmente consapevoli l’uno dell’altro e i tanti pericoli che minacciano la civilizzazione non è mai venuto. Né in mille anni, né in diecimila. Ognuno di noi è complesso e bello come le stelle nell’universo. Abbiamo fatto cose straordinarie e siamo andati fuori strada per quel che riguarda l’onorare la creazione. Questa è la più incredibile, stupefacnte sfida che sia mai stata lasciata in eredità a qualunque generazione.

La generazione prima di quella nuova ha fallito. Non sono stati svegli tutta la notte. Si sono distratti e hanno perso di vista il fatto che la vita è un miracolo in ogni momento della nostra esistenza. La natura ci invita a sederci accanto a lei. Non potremmo chiedere un capo migliore.

La persona meno realista al mondo è il cinico, non il sognatore. La speranza ha un senso solo quando non sembra che abbia senso avere speranza. Questo è il secolo della nuova generazione. Queste nuove leve devono vivere e organizzarsi come se la vita dipendesse solo da questo confronto.

PAUL HAWKEN

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Articolo de “La voce del Popolo” di dicembre (pag.13).

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RIPARTE LA MOBILITAZIONE!

Impianto di stoccaggio a Capriano: Riparte la mobilitazione!

La stazione di pompaggio del metano è stata individuata presso la cascina Movico sul territorio di Capriano del Colle, saranno iniettati ad una profondità di mille metri ben 88 milioni di metri cubi di gas l’anno distrbuiti su quattro Comuni (Capriano,Bagnolo Mella,Offlaga,e Dello).
Stiamo parlando di un’opera che, oltre a non avare benefici diretti sia per gli enti locali che per l’intera popolazione, presenta delle criticità di notevole rilevanza. Criticità che andiamo di seguito ad elencare:

Articolo del 3 dicembre 2011 su "BresciaOggi" (click per leggerlo)

1- Il nostro Comune da recenti studi si attesta in modo chiaro e inequivocabile sottoposto a rischio sismico: i terremoti rischiano di mettere in movimento delle crepe sotterranee esistenti nel sottosuolo da cui potrebbe fuoriuscire del gas con conseguenti gravi pericoli per la nostra popolazione.

2- Il deterioramento della salute dei cittadini a causa dell’aumento dell’inquinamento dell’aria (già molto elevati sul nostro territorio) a cui si aggiunge il rumore ininterrotto delle turbine dei compressori funzionanti giorno e notte durante la fase di immagazzinamento.

3- I nostri prodotti agricoli (che vengono considrati l’eccellenza del territorio) potrebbero risultare compromessi dalla cadute acide al suolo.

4- Il valore delle case subiranno certamente un rilevante deprezzamento dovuto alla presenza dell’impianto di stoccaggio considerato pericoloso.

5- Il sito diventerà per forza di cose un cosìddeto “obiettivo sensibile” e quindi sottoposto a stretta sorveglainza da parte delle forze dell’ordine contro possibili sabotaggi.

6- Le indeterminazioni progettuali e le carenze documentali non forniscono alcuna garanzia, di fatto non tiene conto minimamente di un principio fondamentale per la sicurezza dei nostri cittadini: ovvero il principio di precauzione.

7- A questo va aggiunto l’attività stessa dell’impianto, con l’azione ciclica dell’azione di pompaggio del gas (che avverrebbe a 144 Bar di pressione) potrebbe causare il dissesto geologico della zona, con conseguente pericolo per le abitazioni.

In conclusione chiediamo a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale di mobilitarsi e di presentare una delibera che dichiari la sua netta contrarietà a questo progetto.

Salvatore Fierro
Presidente del Comitato Civico Salute e Ambiente di Capriano del Colle

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