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Moria di pesci, è un prodotto industriale?

mella_pesci_mortiEmergono maggiori informazioni sulla moria dei pesci di venerdì scorso nel Mella.

Rimandiamo all’articolo di quibrescia.it

( http://www.quibrescia.it/cms/2012/03/29/moria-di-pesci-e-un-prodotto-industriale/ )

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La nostra solidarietà al Comitato Civico Salute e Ambiente di Bedizzole

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%titleLa lotta del nostro Comune e del Comitato Civico rilanciata dalla stampa!

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A questo link l’articolo relativo al nostro NO ALLO STOCCAGGIO DI METANO A CAPRIANO DEL COLLE  (http://www.quibrescia.it/cms/?p=353686)

Rifiuti, quattro nuovi impianti al vaglio della Commissione

AMBIENTE. In Provincia si discute sull’autorizzazione a Cologne, Coccaglio, Carpenedolo e Rezzato. Due sono destinati a produrre energia dall’organico altrettanti invece puntano all’attività di recupero. La risposta dovrà arrivare entro 180 giorni.

Cologne, Coccaglio, Carpenedolo e Rezzato: quattro Comuni per altrettanti impianti di recupero e smaltimento di rifiuti solidi urbani. La richiesta di autorizzazione è stata inviata nelle scorse settimane alla Provincia di Brescia da una serie di società. In particolare si tratta di Renergia (Cologne), Linea Ambiente (Coccaglio), Garda Uno (Carpenedolo) e Castella srl (Rezzato).
LA SITUAZIONE è stata discussa nella riunione della seconda commissione consiliare (Tutela dell’Ambiente e Ecologia) a Palazzo Broletto. Un passaggio in più per un argomento così importante visto che l’autorizzazione o meno di un impianto di smaltimento rifiuti, in genere, viene decisa dagli uffici provinciali preposti senza dover passare in commissione. A mettere la questione nell’ordine del giorno sono stati alcuni consiglieri provinciali desiderosi di «capire meglio» alcune dinamiche. La Provincia poi – in quanto caso ente incaricato di rilasciare le autorizzazioni – dovrà dare una risposta entro 180 giorni.
GLI IMPIANTI in questione non hanno tutti le stesse caratteristiche. Un paio – a Castenedolo e a Colgne – sono destinati alla produzione di energia; partendo dai rifiuti urbani organici come materia prima si procederà, attraverso un digestore, alla trasformazione in biomasse e quindi in energia.
Gli altri due progetti – Coccaglio e Rezzato -, invece, avranno il compito di portare avanti un’attività – come la chiamano gli addetti ai lavori – di «cernita spinta» di rifiuti recuperabili. Nel caso di Linea Ambiente di Coccaglio (che ha inserito anche una linea per la produzione di Css, combustibile solido secondario) in realtà non si tratta che di un «trasloco»: la rilocalizzazione di un vecchio impianto.
In commissione l’argomento ha sollevato non pochi interrogativi, soprattutto da parte dell’opposizione. Diego Peli in particolare che, su temi come la concessione a costruire simili strutture, ritiene sia necessario programmare meglio. «La Provincia dovrebbe dettare una linea attraverso una valutazione delle reali necessità del territorio senza lasciare che ogni privato vada per la sua strada». D’accordo il compagno di gruppo, Maurizio Billante. «Dichiaro l’impotenza dell’ente sull’argomento visto che la norma porta sempre ad autorizzare quegli impianti la cui domanda di permesso è stata presentata secondo la legge – ha commentato -. Sul tema ambientale poi lasciamo sempre ai comitati spontanei di cittadini il compito di difendere il territorio».

Fonte: Silvia Ghilardi per BresciaOggi.it

ECOCOMPATIBILITÀ: Brescia perde 9 posti!

L’INDAGINE ISTAT. Molte ombre e qualche punto d’eccellenza nella tradizionale fotografia degli indicatori ambientali: la città scivola dalla 22ª alla 31ª posizione. Bene acqua e verde pubblico. Ma i consumi di gas ed energia, i rifiuti prodotti e le automobili continuano ad aumentare.

Brescia. Brescia è sempre meno ecocompatibile. Lo rivela il rapporto sugli indicatori ambientali urbani diffuso ieri dall’Istat. È un quadro con tante ombre e poca luce, al punto che la città in un solo anno ha perso ben nove posizioni nella classifica nazionale guidata da Trento e chiusa da Siracusa, slittando dalla 22esima alla 31esima.

ARIA. Uno degli elementi che concorrono alla performance negativa è ovviamente la qualità dell’aria. Le centraline di monitoraggio nel tempo si sono dimezzate e nel 2010 erano ferme a 2,1 ogni 100mila abitanti (nel 2000 4,1), gli inquinanti sono passati in un decennio da 6 a 13. I giorni di supero però secondo l’Istat hanno subito un’incredibile diminuzione: erano 100 nel 2009, sono stati «solo» 89 nel 2010. Un dato comunque ben superiore alla soglia di 35 giorni fissata dall’Europa.

ENERGIA. Anche il capitolo energia non dà soddisfazioni. I consumi di gas, se pure inferiori a quelli del 2000 (368,5 metri cubi all’anno) sono aumentati passando dai 287,6 metri cubi pro capite del 2009 ai 325 dell’anno scorso. Così anche l’energia elettrica (da 1.091,7 a 1.145,9 kiloWattora per abitante; da 2.289,7 a 2.409,7 kiloWattora per utenza). Brescia può comunque contare sulla presenza virtuosa del teleriscaldamento, e inizia anche a sperimentare il fotovoltaico. L’estensione dei pannelli installati sugli edifici comunali è cresciuta infatti dai 1,1 metri quadri per mille abitanti del 2007, ai 7,4 del 2009 fino ai 9 del 2010.

RIFIUTI. Un punto «dolente» resta l’igiene urbana. Nonostante gli sforzi messi in campo in termini di sensibilizzazione, il rapporto Istat rivela che i bresciani continuano a produrre molti rifiuti: un calo rispetto agli anni scorsi si è verificato (nel 2007 erano 803,2 i chilogrammi pro capite), tuttavia dal 2009 (729,1 chilogrammi) al 2010 (749,8) la situazione è andata ancora peggiorando. Si resta comunque ben sopra la media nazionale di 609,5 chilogrammi per abitante. Stenta a decollare in pieno anche la differenziata se è vero che, come rivelano i dati del rapporto, in un anno è aumentata solamente di 0,2 punti percentuali (da 40 a 40,2). Pare insomma lontana la meta del 50 per cento.

TRASPORTO PUBBLICO. Mentre diminuisce la domanda di trasporto pubblico (da 175,3 a 173,5 passeggeri per abitante), non accenna a calare il numero di autovetture che passano da 658 a 658,9 ogni mille cittadini. Il tasso di motorizzazione si mantiene dunque elevato, e in continua crescita con il passare degli anni.

ACQUA. Consolano invece i dati sui consumi idrici, che negli anni hanno registrato un progressivo calo. Dopo il picco dei 91,2 metri cubi per abitante nel 2004, i numeri sono andati diminuendo fino a raggiungere nel 2010 il record positivo di 70,9 metri cubi. Bene anche il fronte degli impianti di depurazione: ormai la totalità della popolazione può contare su acqua «pulita».

VERDE. Brescia si mantiene tra i comuni con densità di verde urbano a gestione comunale maggiore della media dei capoluoghi di provincia: è al settimo posto della classifica nazionale. I parchi sono un fiore all’occhiello per la città, e ammontano al 29,1 per cento del suolo. Ogni abitante conta su 136,9 metri quadri di verde. Una magra consolazione, considerando che, come rivela il rapporto, l’aria che si respira non è delle migliori. Anche nei giardini pubblici.

Fonte: Natalia Danesi per BresciaOggi.it

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