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Giornale di Brescia del 22 ottobre 2011

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Centrale a oli vegetali, RITIRATO IL PROGETTO.

CAPRIANO DEL COLLE. Esultano il Comitato, l’amministrazione, il parco Monte netto e i viticoltori da sempre contrari.

La centrale ad oli vegetali che la Sei voleva realizzare a Capriano del Colle bruciando olio di colza, palma e girasole non si farà più. Lo ha comunicato l’assessore all’Ambiente Leonida Tedoldi al locale comitato Salute e Ambiente e ai cittadini. Il merito è del sindaco Claudio Lamberti, che ha contrastato in modo durissimo il progetto, disposto anche ad una battaglia legale al Tar che avrebbe rimandato alle calende greche l’eventuale inizio dei lavori. A dimostrazione di quanto contino le scelte di un’amministrazione comunale nel campo della difesa del territorio. Brevissima la storia della centrale piovuta in comune a maggio, all’indomani del cambio della guardia in comune (anche se la società aveva già preso contatti con il precedente sindaco Alberto Lussignoli che ha passato la mano a Claudio Lamberti).

Subito si è formato il comitato Salute e ambiente che ha raccolto centinaia di firme e l’amministrazione ha prodotto documentazione per sostenere l’insostenibilità del progetto, mentre la Provincia ha temporeggiato nell’attesa di ulteriore documentazione. Insomma, un muro di contrarietà talmente ben realizzato sa spingere la Sei a rinunciare al progetto, magari per scegliere qualche paese più mansueto. Il problema è che a Capriano del Colle, tra problema traffico (oltre 40mila veicoli giorno tra sp 19 e si IX), quello delle emissioni della fornace Danesi, quello della discarica di Cesio sul Monte Netto, non poteva prestare il fianco ad un’altra coltellata all’ambiente e alla salute.

Il progetto prevedeva la realizzazione di quattro impianti non cogenerati con potenza complessiva di 3,6 Megawatt. Ogni motore avrebbe dovuto bruciare 112 chili di combustibile l’ora (olio di colza, soia, palma, girasole) 21 tonnellate al giorno. Le emissioni sarebbero state di 13mila metri cubi l’ora. E anche se sono previsti impianti per l’abbattimento fumi sarebbero usciti in atmosfera ossidi di carbonio (CO), polveri sottili (pm10) e ossidi d’azoto (No2). C’era poi il problema tutt’altro che secondario dell’approvvigionamento di olio, che sarebbe arrivato da paesi extra ue, quindi con costi anche in termini di inquinamento.

Fonte: Pietro Gorlani per Corriere della Sera – Brescia [http://brescia.corriere.it/brescia/notizie/cronaca/11_ottobre_22/capriano-centrale-1901905261487.shtml]

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