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Polo logistico: il Comune di Azzano Mella sferra l’attacco finale!

AZZANO. Il complesso Safer-Esselunga al centro dell’attenzione in attesa della sentenza del Tar. La nuova amministrazione punta ad una variante al piano territoriale, rimettendo il vincolo di «area agricola strategica».

Manifestanti "a spasso" per il paese!

La nuova Amministrazione comunale di Azzano Mella tenta di infliggere il colpo di grazia al polo logistico Safer-Esselunga. Lo fa aprendo una variante al Piano di governo del territorio, nella quale vuole meno consumo di suolo, meno traffico e meno inquinamento ambientale. Obiettivi raggiungibili anche escludendo la realizzazione del polo logistico, anche se questo passaggio non viene messo nero su bianco.
PARTICOLARE importante: l’amministrazione comunale retta da Silvano Baronchelli ha chiesto nei giorni scorsi alla Provincia di Brescia che tutti i 566mila metriquadri di terreni su cui dovrebbe sorgere il polo restini «area agricola strategica». Già, perché la precedente giunta Gaspari-Ferrari aveva chiesto all’assessorato retto da Giuseppe Romele di togliere il vincolo attualmente presente nel Ptcp. Un vincolo grazie al quale il Tar di Brescia il 26 gennaio aveva bloccato i lavori (dando ragione ai Comuni limitrofi di Capriano e Dello e al parco del Montenetto, contrari al polo) rimandando al 26 ottobre la discussione nel merito. A tale udienza, curiosamente, il Comune di Azzano parteciperà con lo stesso avvocato scelto dalla precedente amministrazione (Gianfranco Fontana), anche se dovrebbe aver concordato una diversa linea difensiva.
I GIUDICI del tribunale amministrativo dovrebbero avere pochi dubbi: innanzi tutto peseranno come un macigno le richieste di vincolare l’area avanzate dalla nuova giunta; in secondo luogo dovranno i giudici tenere conto della richiesta della Regione che ha imposto una Via (valutazione impatto ambientale) obbligatoria su piattaforme logistiche superiori ai 200mila mq. In terzo luogo qualcuno solleva dubbi sull’esclusione della Vas «fatta in casa» dalla tecnica comunale Valentina Ferrari. Un trittico di fragilità che avrebbe potuto spingere il Comune al contrattacco in tribunale.

Manifestanti attaccano uno striscione sulla statale Quinzanese.

Ma sulla strategia adottata interviene il vicesindaco Giuseppe Zipponi: «Se la precedente Giunta non ha rispettato le regole, sarà la giustizia amministrativa a dirlo, nella sentenza del 26 ottobre. Noi dobbiamo rispettare un principio di continuità amministrativa. La Safer ha maturato un diritto concessole dalla precedente Amministrazione e non glielo si può togliere di colpo, ma cambiando obiettivi ai nostri strumenti urbanistici».
Strategie «machiavelliche», e anche un po’ rischiose: qualora il Tar desse ragione alla Safer e al Comune, la nuova amministrazione dovrebbe accettare il polo che non vuole. Sarà anche per questo che ad oggi la Safer non ha ancora chiesto il ristorno dei 2,5 milioni già versati al Comune come oneri di urbanizzazione.

Fonte: Pietro Gorlani per BresciaOggi.it

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