Archive | maggio 2015

Un girotondo circonda la centrale a gas

Le associazioni ambientaliste sfilano a Bordolano «Emissioni inquinanti e poi c’è il rischio sismico» Appello dei comitati a negare l’autorizzazione

girotondo

Legambiente Bassa Bresciana, il Comitato Quinzano contro l’impianto di stoccaggio di gas «Bordolano», «Visano respira» (che ha fatto le prove generali della sua manifestazione in programma oggi, ne scriviamo sotto, ndr), i gruppi «No Triv» e «No Gas», i comitati ambientalisti della Bassa lombarda sono convenuti ieri a Bordolano, appena di là dal fiume Oglio, di fronte a Quinzano, per un grande «Girotondo intorno alla Centrale» contro lo stoccaggio sotterraneo di metano.
IL CANTIERE per la realizzazione del mega-impianto è ormai in fase di ultimazione e la società Stogit, uno dei maggiori operatori del settore in Europa, ha inoltrato alla Provincia di Cremona la richiesta di autorizzazione integrata ambientale per far partire centrale e stoccaggio di gas. In mattinata, all’agriturismo «La Corte dei Semplici» gli ambientalisti hanno partecipato al convegno sulle centrali a metano e loro ricadute sulla salute e sull’ambiente.
Nel pomeriggio, alle 15.30, è partito il corteo, scortato dalla Polizia di Cremona e dai Carabinieri di Casalbuttano, che ha fatto tappa in paese, dove numerosi interventi hanno spiegato i motivi dell’iniziativa, prima di proseguire, attraversando il suggestivo paesaggio del Parco Oglio Nord, fino alla centrale, presidiata dalle forze dell’ordine.
«GLI AGENTI compiono certamente il loro dovere – ha osservato Ezio Corradi, esponente di spicco dei comitati ambientalisti – ma non è questo il territorio che va difeso, bensì quello della campagna, con il silenzio, il paesaggio, l’ambiente naturale. Questa centrale non porterà alcun posto di lavoro, dal momento che verrà incaricato, ogni tanto, solo personale per la manutenzione – ha aggiunto Corradi – ma con i suoi 52 megawatt di potenza produrrà fumi a 530° di temperatura per i prossimo 40 anni e 165 tonnellate annue di ossido di carbonio e polveri sottili che non fanno bene né alla salute né al territorio».
Per lo stoccaggio del gas Stogit riutilizza giacimenti esauriti. Una scelta che secondo la società non dovrebbe alterare lo stato dei luoghi, conservando il gas nella stessa condizione in cui la natura lo ha custodito per milioni di anni. Ma lo stoccaggio di metano nel sottosuolo di 19 Comuni, di qua e di là dall’Oglio, cui vivono 60mila abitanti, preoccupa gli ambientalisti che temono, oltre alle emissioni di calore e di CO2, anche rischi di dispersioni di gas e di microsismicità. Soprattutto il timore di scosse sismiche preoccupa gli ambientalisti che a più riprese hanno denunciato il pericolo.
Gli ambientalisti si rivolgono perciò alla Provincia di Cremona affinché neghi l’autorizzazione integrata ambientale chiesta dalla società Stogit.
Lo stoccaggio, hanno ricordato i promotori della protesta, situato a circa 1.600 metri di profondità, sotto il Parco dell’Oglio Nord, interessa il sottosuolo di 19 paesi a cavallo tra le province di Brescia e Cremona (Borgo San Giacomo, Quinzano, Pontevico, Verolanuova e Verolavecchia in terra bresciana, gli altri centri sulla sponda cremonese del fiume Oglio), su un’area molto estesa, pari a circa 135 kmq.
DA BRESCIAOGGI del 3/5/2015

Naturalmente il Comitato Civico è attento alle problematiche del territorio ed è sempre presente

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