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Metano russo sotto la Bassa ma l’area è sismica!

Edison e A2A vogliono trasformare il sottosuolo in un’enorme bombola di gas e i sindaci si preoccupano.

Gli ambientalisti: il rischio è elevato Verolavecchia e Azzanello (Cr) hanno fatto ricorso al consiglio di Stato per una iniziativa analoga realizzata a Bordolano.

Il sottosuolo della Bassa trasformato in una enorme bombola di metano. Edison e A2A tra circa un anno inietteranno sotto i comuni di Capriano del Colle, Bagnolo Mella, Offlaga e Dello (una superficie di 24 chilometri quadrati) 88 milioni di metri cubi di gas l’anno (fino a raggiungere la capacità massima di 680 milioni) laddove decenni fa era stato estratto. Esaurito il filone, sono restate le grotte vuote. A mille metri sotto terra. Da riempire con riserve strategiche. Un progetto che rispecchia in piccolo quello che la Stogit (controllata di Eni) sta realizzando a Bordolano (Cr): iniettare nel sottosuolo di 11 comuni cremonesi e cinque bresciani (Borgo San Giacomo, Pontevico, Quinzano D’Oglio, Verolanuova e Verolavecchia) la bellezza di 1,2 miliardi di metri cubi di gas.
C’è però un problema. L’iniezione di gas avverrà alla cascina Movico di Capriano, paese che recenti studi hanno dimostrato essere sismico. E l’ambientalista Ezio Corradi, che da anni battaglia contro il progetto di Bordolano, lancia l’allarme: «Il ministero sta rilasciando autorizzazioni con il ciclostile, non verificando per nulla il rischio sismico, documentato da un recente studio della regione Veneto commissionato all’ Università degli Studi dell’Insubria e alla Colorado University, dove si attesta chiaramente il rischio sismico per il Monte Netto». L’ingegnere Liliana Panei del ministero dello Sviluppo Economico dribbla il problema: «La valutazione dei rischi è demandata alle valutazioni tecniche effettuate in sede di esame del rapporto di sicurezza da parte del Comitato Tecnico Regionale, secondo quanto previsto dal decreto legislativo (normativa Seveso, ndr)».

I sindaci sanno poco o nulla del progetto e il rischio è quello che non vengano coinvolti e vedano realizzarsi i lavori senza ottenere nemmeno un euro di contropartita. Che di questi tempi farebbe comodo. I sindaci di Verolavecchia (Bs) e Azzanello (Cr), hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato.
Il sito di stoccaggio della Bassa Bresciana è stato stato individuato e il 20 settembre Edison ha avanzato la valutazione di impatto ambientale (Via). La stazione di pompaggio del metano di provenienza russa è stata individuata alla cascina Movico di Capriano del Colle. Da lì arriverebbe nelle viscere della terra, a oltre un chilometro di profondità, espandendosi per grotte e gallerie presenti sotto i fertili campi di mais e i paesotti fatti di villette, cascine e capannoni. Ogni primavera (da marzo a settembre) verrebbe iniettato metano nel sottosuolo a 144 bar grazie ad una centrale da 1,2 megawatt. Mentre nel periodo di utilizzo del riscaldamento (da ottobre a marzo) verrebbe estratto.
Gli ambientalisti sono preoccupati: «Bordolano è sito soggetto a direttiva Seveso», conclude Corradi, «e per la Protezione Civile servirebbe un piano d’emergenza che ancora non c’è. Non vorrei che la stessa serie di problematiche si ponesse anche nella Bassa bresciana».

Fonte: Pietro Gorlani per Corriere.it (Brescia)

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