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Referendum: comincia l’iter

referendum capriano del collePensavate che avessimo mandato in cavalleria il referendum popolare che avevamo chiesto ad Aprile?

Certo che no.

Purtroppo  alla richiesta ufficiale e protocollata presentata al Comune dal CCSA, la risposta era stata apparentemente deludente: mancava il regolamento comunale!

Di fronte al problema, eccoche si intravede la soluzione: leggete l’articolo !

La stampa parla di noi

%titleLa lotta del nostro Comune e del Comitato Civico rilanciata dalla stampa!

Oggi Quibrescia.it parla di noi .

Fate circolare la notizia!

 

A questo link l’articolo relativo al nostro NO ALLO STOCCAGGIO DI METANO A CAPRIANO DEL COLLE  (http://www.quibrescia.it/cms/?p=353686)

RIPARTE LA MOBILITAZIONE!

ITALCEMENTI: arriva il secondo «sì» al progetto.

MAZZANO. Il Consiglio comunale ha approvato il protocollo d’intesa (che riguarda anche Rezzato) per l’ammodernamento dei forni. L’azienda verserà 5 milioni a ciascuno dei due Comuni. I lavori potrebbero iniziare già nel mese di novembre.

Accordo Italcementi: anche Mazzano ha detto sì. Il Consiglio comunale ha infatti approvato lunedì sera il protocollo d’intesa a tre (i Comuni di Mazzano, Rezzato e la società Italcementi) per il potenziamento dell’impianto.
Il sindaco Maurizio Franzoni ha illustrato i termini dell’accordo sottolineando anche l’aspetto economico (5 milioni una tantum sia a Mazzano che a Rezzato): «Un milione e mezzo di euro – ha detto – saranno pagati all’inizio dei lavori. Se le opere non dovessero iniziare entro novembre, Italcementi corrisponderà comunque un anticipo di 750 mila euro».
«Questo è il compimento di trattative durate sei anni – ha detto Ferdinando Facchin, ex assessore all’Ecologia -. E non dimentichiamo l’istituzione di una Commissione di controllo (formata da due membri nominati da Italcementi e tre nominati dai Comuni) che vigilerà sul protocollo d’intesa. I commissari – con una nomina di durata biennale – potranno essere rimossi dai Comuni nel caso il protocollo d’intesa non fosse rispettato. Italcementi, inoltre, ha accettato anche di rimborsare le spese dei commissari nella misura di 10 mila euro all’anno».
Le trattative sono state lunghe e laboriose, ma hanno avuto una conclusione soddisfacente. In pratica Italcementi sostituirà gli attuali due forni con uno tecnologicamente più avanzato, che però non potrà produrre più di 3 mila tonnellate di cemento al giorno (con il limite di 1 milione di tonnellate all’anno). Perciò la media produttiva sarà di circa 2.700 tonnellate al giorno, contro le attuali 2.600. Con il vantaggio che il nuovo forno e i nuovi filtri consentiranno una riduzione delle emissioni – nel 2019, ad impianto completato in ogni aspetto – del 75%.
«Mazzano e Rezzato – aggiunge l’esponente di “Vivere Mazzano”, Facchin – hanno sempre fatto fronte comune. Insieme, fin dal 2005, si avvalsero della consulenza dell’ingegner Roberto Carrara per le valutazioni connesse al progetto di ammodernamento. Abbiamo avuto solo un motivo di disaccordo: il calore».
«Disaccordo che derivava dalla suddivisione del calore – sottolinea il sindaco di Rezzato, Enrico Danesi -: Mazzano voleva utilizzare completamente il calore derivato dalle lavorazioni nella cementeria, mentre Rezzato pretendeva una equa ripartizione della risorsa. La questione è stata risolta salomonicamente da Italcementi, che ha detto: “non c’è calore”».
Rezzato dovrebbe firmare la convenzione urbanistica entro un mese; se anche Mazzano farà altrettanto i lavori di ammodernamento potrebbero iniziare davvero già nel mese di novembre.

Fonte: BresciaOggi.it

ARTICOLO del Giornale di Brescia del 4 marzo del 2010 che diceva che l'IMPIANTO NON SI SAREBBE FATTO

Il «NO» alla centrale a olio ha messo tutti d’accordo!

CAPRIANO. Approvata all’unanimità dal Consiglio comunale la delibera di contrarietà all’opera. L’assessore Tedoldi non fa sconti ai tecnici della Sei presenti in aula: «Impianto troppo vicino alle case e poi c’è il rischio inquinamento».

Veduta aerea di Capriano del Colle

Il fronte del «no» si allarga a macchia d’olio. E non potrebbe essere altrimenti considerato che la centrale della discordia dovrebbe essere alimentata da sostanze vischiose naturali.
Contro il progetto che la Sei vorrebbe realizzare a Capriano in via Dalla Chiesa si è espresso ora all’unanimità il Consiglio comunale. Una presa di posizione strategica per il destino dell’opera considerato che, anche se il Comune non ha parere vincolante sull’esito dell’iter di autorizzazione in carico alla Provincia, la delibera chiesta con forza anche dal comitato ambientalista, peserà come un macigno «quando si andrà alla conferenza di servizi a settembre» ha spiegato il sindaco Claudio Lamberti. Breve ma efficace la premessa in aula dell’assessore all’Ambiente, Leonida Tedoldi, che ha ricordato le controindicazioni dell’impianto. «La centrale – ha rimarcato -, dovrebbe sorgere a 50 metri dalle abitazioni nonostante gli stessi esperti ne consigliano la collocazione lontano dal centro. Ci sono poi altri problemi di natura ambientale come la massiccia produzione di Pm10, il consumo di circa 7 mila tonnellate annue di oli e il continuo afflusso di camion per l’approvvigionamento del combustibile proveniente dal sud America e stoccato a Ravenna», Senza dimenticare il consumo idrico legato alle migliaia di litri d’acqua utilizzati per il raffreddamento delle pompe e la questione inquinamento acustico.
PROBLEMATICHE SOTTOPOSTE dall’Amministrazione civica alla Sei che dal canto suo difende a spada tratta la sostenibilità dell’impianto, definendolo a zero emissioni. «Si tratta – si legge fra l’altro nella relazione della società di Brembate – si un impianto alternativo alla produzione di energia con gas e idrocarburi». Accogliendo l’invito del sindaco, i tecnici della Sei non hanno comunque parlato in aula per non alimentare la protesta in una sala gremita di pubblico. Mobilitata dal comitato Salute e ambiente, la comunità segue la vicenda con trepidazione e interesse: emblematico l’applauso che ha accolto l’approvazione della delibera che fa il paio con le oltre novecento firme raccolte contro il progetto. A margine della seduta c’è stata anche una comunicazione del sindaco in merito alle lettere anonime recapitate nei giorni scorsi a diversi consiglieri di maggioranza e opposizione, contenenti una fotocopia di un articolo di un quotidiano nazionale di 4 anni fa, che riportava il nome di Alberti finito casualmente in una intercettazione telefonica con un imprenditore della logistica lombarda, in seguito arrestato. «Una intercettazione assolutamente insignificante – ha spiegato Lamberti – visto che all’imprenditore poi indagato avevo avanzato solo una lamentela di tipo lavorativo. Tant’è che non sono mai nemmeno stato né ascoltato né convocato dalla magistratura». Una telefonata quindi incidentale, che avrebbe dovuto finire al macero in quanto estranea alle indagini.
«Spiace che si rivanghi quella leggerezza giornalistica, di cui ho comunque chiesto una rettifica, disposto comunque a difendere la mia onorabilità anche in sede giudiziaria».

Fonte: Pietro Gorlani per BresciaOggi.it

Uno per tutti e tutti per un… NO CONTRO LA CENTRALE TERMICA!

Il consiglio comunale dice No alla centrale termica

No centrale a biomasse!

Il consiglio comunale ha espresso all’ unanimita’ un voto contrario alla proposta avanzata dalla “Sei” di realizzare una centrale termica  che dovrebbe sorgere nel territorio del nostro Comune.
Il Comitato Civico Salute e Ambiente  ringrazia la maggioranza “Insieme per Migliorare”, la minoranza con il capogruppo Loda Alessio lista Civica Capriano del Colle -Fenili Belasi, il capogruppo Spagnoli Giuseppe della Lega Nord e tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione.
Ma un grazie immenso va a tutti i cittadini di Capriano e Fenili Belasi che con grande disponibilita’ e grande partecipazione e tenacia hanno reso possibile questo risultato.
La mobilitazione del Comitato  Civico Salute e Ambiente continua senza tregua con le seguenti iniziative: raccolta firme, incontro con assessore all’ ambiente della Provincia di Brescia, coinvolgimento dei nostri viticoltori, enti, società civile, forze politiche.

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